Saint-Émilion e Château Mangot

L’opportunità di degustare Saint-Émilion, vini rossi tranquilli, è stata l’incontro con Karl Todeschini di Château Mangot all’evento Slow Wine Food 2025 a Bologna.

Il nome Saint-Émilion identifica sia la città medioevale fortificata iscritta al patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1999, sia due denominazioni Saint-Émilion e Saint-Émilion Grand Cru.

La città è situata a nord della valle della Dordogna, a 50 chilometri da Bordeaux, su un altopiano circondato da viti che crescono ad un’altitudine tra i 25 e 100 metri s.l.m.

La superficie vitata si estende su 5.500 ha, la zona di produzione delle uve include 9 comuni.

Château Mangot

La produzione di vino a Mangot iniziò nel 1515 con la famiglia borghese Dubreuil.  Nei secoli la tenuta cambiò numerosi proprietari, nel 1784, a causa della rivoluzione, la proprietà fu sequestrata e suddivisa in tre parti: Mangot, Lisse e Bardoulet.

Nel 1954, con Simone e Jean Petit iniziò la rinascita della tenuta: aumento della superficie vitata (34 ha) e unione di Château Mangot con Château La Brande (rientrante nella AOC Castillon Côtes de Bordeaux).

Nel 1998, altra data chiave per Château Mangot, Anne-Marie, figlia di Simone e Jean Petit, e suo marito Jean-Guy Todeschini iniziarono a rinnovare il vigneto e la cantina.

Dopo un decennio, il rinnovamento della tenuta fu premiato con il riconoscimento della menzione “Saint-Émilion Grand cru”.

Una ventata di novità investì la tenuta con l’arrivo in aziendale dei figli Karl e Yann.

 Nel 2022, Château Mangot è stato premiato con la menzione “Saint-Émilion Grand cru classè”.

Note di degustazione

La nota cromatica prevalente dei vini degustati è il rubino carico.

L’Autre Mangot, Saint-Èmilion AOC, 2023

Assemblaggio: 50% Merlot, 50% Cabernet franc, senza zolfo aggiunto, vinificato con lieviti indigeni, affinato in acciaio, biodinamico certificato Biodyvin.

Al naso è complesso con note di piccoli frutti rossi e neri (ribes nero), prugna, equilibrato al sorso, fresco, ampio e vellutato con tannini morbidi, giovane, goloso e beverino.

L’Autre Mangot, Saint-Èmilion AOC, 2021

Assemblaggio: 50% Merlot, 50% Cabernet Franc, senza zolfo aggiunto, vinificato con lieviti indigeni, affinato 8 mesi in anfora e vasi d’argilla, biologico, secondo anno in conversione biodinamica (Biodyvin).

Sentori intensi di frutta matura (prugna, ciliegia), piccoli frutti neri (mirtillo), in bocca è polposo, equilibrato, morbido, succoso e ancora giovane.

In conclusione i due vini hanno grande bevibilità e complessità.

Château Mangot, Saint Émilion Grand Cru AOC, 2020

Assemblaggio: 70% Merlot, 30% Cabernet Franc, vinificato in acciaio, affinato per 25% in barriques nuove, 45% in barriques di più passaggi (1, 2, 3 anni), in anfora 15% e 15% in acciaio e tonneaux, biologico in conversione biodinamica (Biodyvin).

Una tavolozza di profumi eleganti e avvolgenti: piccoli maturi frutti neri (mirtillo) e prugna, sentori speziati (accenno di pepe bianco) con un sottofondo di cioccolato e caffè, al sorso è potente, avvolgente, vellutato dai tannini ben integrati, lungo con un grande potenziale di invecchiamento.

Todeschini, Distique 10, Saint Émilion Grand Cru AOC, 2017

Assemblaggio: 40% Cabernet franc, 50% Merlot, 10% Cabernet sauvignon, vendemmia parcellare di uve della tenuta, vinificato 50% in barriques e 50% in tini, affinato 12 mesi: 1/3 in barriques nuove, 1/3 in botti e 1/3 in anfora, secondo anno in conversione biologica (FR-BIO-01). 

Grande complessità al naso, i sentori fruttati (mora, mirtillo, prugna) sono integrati da opulente note vanigliate e tostate (cioccolato, caffè). Al sorso è ancora fresco, setoso, morbido con una ottima trama tannica, lungo. Un grande vino che si arricchirà nel tempo di ulteriore complessità olfattive.

Il numero in alinea al termine “Distique” indica le vendemmie, a partire dal 2008, gestite dai fratelli Karl e Yann. Il numero 10  corrisponde alla vendemmia del 2017.

Contatto: Château Mangot Saint-Etienne  de  Lisse, Francia

Denominazioni e “classement” del 2022

Pur essendo i vini di Saint-Émilion rientranti nella regione enologica bordolese, si differenziano da quelli di Bordeaux per:

  • classificazione/classement: differente da quello che regola i vini rossi fermi di Bordeaux sin dal 1855;
  •  composizione ampelografica: il Merlot sostituisce il Cabernet Sauvignon come vitigno principale.

Le Denominazioni (AOC/AOP)

  • Saint- Émilion;
  • Saint- Émilion grand cru: può essere completata con le menzioni “Grand cru classé” o “Premier Grand cru classé”.

La menzione “Grand cru classé” e “Premiere Grand cru classé” è attribuita da una Commission de Classement formata da membri indipendenti ed esterni alla regione vitivinicola.

Tutti i produttori possono presentare i vini per ottenere il riconoscimento, purché sia rispettato il Disciplinare che regola i “Saint-Émilion Grand cru”.

La valutazione è regolata ad una normativa emanata dal “Ministre de l’Agriculture” e dal “Ministre chargé de la Consommation” su proposta dell’INAO.

I criteri di valutazione dei vini sono:

  • degustazione per valutare le qualità organolettiche;
  • notorietà (promozione, distribuzione, valorizzazione);
  • terroir;
  • utilizzo rigoroso di pratiche sia nella conduzione della vigna sia nella vinificazione rispettose dell’ambiente (développement durable).

La Commissione attribuisce dei punteggi, questi, se raggiunti, determineranno il vino/cantina può fregiarsi di una delle due menzioni e per i “Premier Grand cru classé” la distinzione tra “A o B” conferita in base alla notorietà e alla potenzialità di invecchiamento del vino.

Di seguito il dettaglio delle menzioni:
  • Premier Grand cru classé”:
    • Classé A: Château Angélus, Château Pavie.
    • Classé B: Château Beau-Séjour Bécot, Château Beauséjour Duffau-Lagarrosse, Château Bélair-Monange, Château Canon, Château Canon la Gaffelière, Clos Fourtet, La Mondotte, Château Larcis Ducasse, Château Pavie Macquin, Château Troplong Mondot, Château TrotteVieille, Château Valandraud.

Clima, terroir di Saint-Émilion

L’areale beneficia di un clima oceanico temperato con primavere precoci che assicurano una ripartenza vegetativa anticipata ed estati siccitose che si prolungano fino a fine settembre.

La zona presenta una grande varietà di suoli:

  • quelli dell’altopiano sono risalenti all’epoca terziaria (argillo-sabbiosi con più o meno calcari, sabbiosi senza ghiaie e ciottoli, argillosi) mentre, quelli che circondano l’altopiano sono dell’epoca quaternaria (alluvionali con sabbia e ghiaia).
Saint-Èmilion

Saint-Émilion e Saint-Émilion Grand cru: fattori comuni e differenze

Unica zona di produzione delle uve è l’intero territorio dei comuni:

  • Saint-Christophe-des-Bardes, Saint-Emilion, Saint-Etienne-de-Lisse, Saint-Hippolyte, Saint-Laurent-des-Combes, Saint-Pey-d’Armens, Saint-Sulpice-de-Faleyrens, Vignonet e in parte in quello di Libourne, tutti ricadenti nel Dipartimento della Gironda.

Anche la base ampelografica è analoga per le due Denominazioni:

  • Cabernet franc, Cabernet sauvignon, Carménère, Côt (detto anche Malbec), Merlot. Può concorrere il Petit verdot per un massino del 10%.  
Il Merlot apporta colore, complessità aromatica (frutti rossi e neri), morbidezza e tannini setosi, il Cabernet Franc dona finezza aromatica leggermente speziata, freschezza e tannini più evidenti e il Cabernet Sauvignon apporta note speziate, complessità e tannini importanti (abstract dai Disciplinari, comma X).

I vini in generale possono presentare significative differenze organolettiche dovute alla composizione ampelografica, alla topografia, alla natura dei suoli e al fattore antropico.  

Elenco di alcune differenze tra “Saint-Émilion” e i “Saint-Émilion Grand cru

Condividi questo articolo con i tuoi amici!
Share on facebook
Facebook
Share on pinterest
Pinterest
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
Linkedin
Share on whatsapp
Whatsapp
Share on email
Email
Share on print
Print

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *