Nel corso della manifestazione Slow Wine Fair 2025 è stato possibile degustare alcuni Chateneauf-du-pape AOP nella tipologia “rouge/rosso”.
Il nome Chateneauf-du-pape identifica sia il comune, che l’omonima denominazione regolata da un unico disciplinare per le due tipologie di vino “bianco” e “rosso”.
Il comune è situato sulla riva destra del Rodano ad una ventina di chilometri a nord di Avignone e a dieci da Orange, nel dipartimento del Vaucluse.
I vini rientrano secondo la ripartizione geografica tra i vini della Valle del Rodano Meridionale.
Il suo nome ricorda il periodo della “cattività avignonese” (1309-1377), ancorché il nome attuale gli sia stato attribuito nel 1883, con riferimento al vino, in sostituzione di Châteauneuf-Calcernier che si riferiva ai forni di calce presenti nel comune
Appunti di storia
I Greci, fondatori della colonia Massalia (Marsiglia), poi i Romani, svilupparono la vitivinicoltura su tutto l’areale, ma la prima menzione data 1157.
Il momento fondamentale, però, per l’attività vitivinicola si deve alla presenza del Papa e della sua corte ad Avignone (cattività avignonese) nel XIV° secolo.
Anche se in quell’areale il vescovo di Avignone, Geoffroy, aveva dei vigneti, fu il Papa Clemente V, primo papa ad Avignone, a scoprire le potenzialità enoiche del territorio.
Il vero artefice, però, dello sviluppo della viticoltura a Chateneauf-du-pape fu Papa Giovanni XXII (papa dal 1314 al 1334) che, per migliorare il settore, fece venire dei viticoltori dal suo paese natale Cahors.
Il declino arrivò con le guerre di religione nel XVI° secolo, il settore si riprese solo nel XVIII° secolo.
Il premio Nobel della letteratura, poeta e scrittore in lingua occitana, Frédéric Mistral (1830 -1814), definì lo Chateneauf-du-pape “vino reale, papale”.
L’arrivo della fillossera distrusse la maggior parte dei vigneti, la ricostruzione fu lenta ma improntata sulla qualità. Uno dei principali artefici fu il barone Pierre Le Roy de Boiseaumarié, viticoltore locale (Château Fortia) e giurista.
Un passo importate fu la costituzione del “Syndicat des propriétaires viticulteurs de Châteauneuf-du-Pape” alla cui presidenza fu eletto Pierre Le Roy.
I vignaioli, riuniti nel Sindacato, si imposero regole stringenti come per esempio il grado minimo di alcol (12,5°), i vitigni autorizzati e vendemmia selettiva.
Pierre Le Roy fu anche il promotore delle AOC, normate con Decreto legge del 30 luglio 1935 con la costituzione del “Comitato nazionale delle Denominazioni d’origine dei vini e delle acqueviti”.
Il vino Chateneauf-du-pape fu insignito il 15 maggio 1936 dell’AOC, la prima AOC della Francia.
Oggi, la superficie vitata si estende per circa 3200 ettari con una produzione di circa 110 mila ettolitri di cui 93% rossi (dati da Chiffres Clés de l’Appellation).
(Fonte sito Chateneauf-du-pape)
Clima e terroir
Il clima è di tipo mediterraneo (periodo di insolazione di 2800 ore annue) influenzato dal Mistral (Maestrale), un vento freddo, secco e sovente violento proveniente da nord.


Chateneauf-du-pape poggia su un altopiano (alt. 100 s.l.m.) costituito da formazioni calcaree compatte (facies urgoniano) del cretaceo inferiore coperte da deposti alluvionali del Pliocene formati da ciottoli arrotondati ricchi di argilla rossastra.
Nel settore nordorientale, invece, affiorano rocce sedimentarie detritiche (molasse), sabbie, arenarie e safre (calcare terroso assimilabile alla creta tipico della zona).
Stralcio del Disciplinare
Chateneauf-du-pape è un vino tranquillo nelle tipologie “bianco” e “rosso” da uve provenienti dai comuni:
- Bédarrides, Châteauneuf-du-Pape, Courthézon, Orange, Sorgues ricadenti nel Dipartimento del Vaucluse.
Unica base ampelografica per tutte i vini sia “bianco” che “rosso”:
- Bourboulenc B, Brun argenté N (detto localmente Vaccarèse), Cinsaut N (detto anche Cinsault N.), Clairette B, Clairette Rose Rs, Counoise N, Grenache blanc B, Grenache gris G, Grenache N, Mourvèdre N, Muscardin N, Picardan B, Piquepoul blanc B, Piquepoul gris G, Piquepou noir N, Roussanne B, Syrah N, Terret noir N.
I vini possono essere vinificati con tutte 18 varietà sia a bacca bianca e rossa in uvaggio. Oggi quasi tutti i produttori utilizzano prevalentemente per i vini rossi le varietà Grenache noir, Mourvèdre, Syrah e Cinsaut.
Alcune curiosità:
• la cantina, Château Maucol, elabora un vino in uvaggio con tutte le varietà: lo “Châteauneuf-du-Pape Esprit” (vds scheda tecnica),
• sovente si legge che la base ampelografica del vino è costituita da 13 varietà anziché 18 come da Disciplinare. Il motivo: Grenache blanc, gris e noir e il Piquepoul blanc, gris e noir vengono considerate come un'unica varietà.
Per tutti le tipologie la resa è di 35 hl/ettaro, il titolo alcolometrico volumico totale minimo 12,5% vol. e la ricchezza in zuccheri non deve essere inferiore di:
- 216 g/l di mosto per il vitigno Grenache Noir;
- 207 g/l di mosto per tutti le altre varietà a bacca nera;
- 196 g/l di mosto per le varietà a bacca bianca.
La vendemmia è manuale con obbligo di selezione delle uve in vigna o in cantina.
Le bottiglie
Quattro sono i tipi di bottiglia utilizzati per gli Chateneauf-du-pape AOP:
- “bouteille armoriée”: bottiglia tradizionale ideata nel 1937 dal Sindacato dei Viticoltori, riporta in rilievo sulla spalla una tiara papale con sopra le chiavi di San Pietro e la scritta “Châteauneuf-du-Pape contrôlé” in caratteri gotici. Utilizzata da cantine che producono i vini nella proprietà.
- “bouteille La Mitrale”: bottiglia, nata nel 2002, che presenta in rilievo sulla spalla il simbolo di una mitra episcopale e il nome “Chateneauf-du-pape” e sull’anello “Mitrale”. Meno utilizzata della precedente;
- “bouteille de Négociant”: utilizzata dai commercianti, la bottiglia ha gli stessi simboli della “armoriée” ma sul tappo riporta una N;
- bottiglia generica senza marchi e iscrizioni.
Note di degustazione
In generale, tutti i vini degustati presentano una nota cromatica rubino intenso con riflessi porpora.
Domaine Raymond Usseglio & Fils

Châteauneuf-du-Pape, Cuvée Imperiale, 2022
Vitigni: 90% Grenache noir, 10% altri vitigni autorizzati dall’AOP da viti del 1902, rese 16 hl/ha, vinificato e affinato 18 mesi in cemento, non filtrato, biodinamico certificato Demeter.
Al naso evidenzia sentori di frutti rossi e neri (ciliegia, mirtillo, ribes nero), leggere note floreali e balsamiche, fine, elegante al palato, con tannini integrati e morbidi, liquirizia, lungo ancora giovane.
Châteauneuf-du-Pape, La Part des Anges, 2022
Vitigni: Mourvèdre 70%, Grenache noir 20% e Syrah 10% da viti di 50 anni, vinificato e affinato 18 mesi in fusti di rovere da 400 litri (demi-muids) nuovi, biodinamico certificato Demeter/Biodyvin.
Assemblaggio inusuale, il Mourvèdre apporta complessità aromatica e trama tannica.
Si propone con profumi di frutti neri (mirtillo e ribes nero maturi), con note speziate, tabacco e vaniglia, tannini ancora evidenti, complesso e aromi balsamici.
Domaine Saint Préfert – Famille Isabel Ferrando

Châteauneuf-du-Pape, Famille Isabel Ferrando, 2022
Vitigni: 75% Grenache noir, 11% Mourvèdre, 9% Cinsault, 5% Syrah, vinificato in cemento, affinato un anno in legno, biodinamico certificato Demeter.
Piccoli frutti di bosco maturi sono i primi sentori percepiti all’olfatazione che si evolvono in note speziate dolci, liquirizia, complesso, con tannini ben integrati e vellutati e grande finezza.
Châteauneuf-du-Pape, Colombis, 2022
Vitigno: 100% Grenache noir de 80 anni, vinificato e affinato in botti, biodinamico certificato Demeter.
Profuma di frutti rossi maturi (ciliegia, lampone), prugna con un sottofondo di note speziate dolci, al sorso succoso con tannini integrati, polputo e bella persistenza
Domaine Chante Chigale

Châteauneuf-du-Pape, Tradition, 2022
Vitigno: Grenache 65%, Syrah 20%, Mourvèdre 10%, Cinsaut 5% da viti di 50 anni, vinificazione in acciaio e affinamento: 70% inox 30% in botti di rovere di diversi volumi per 15/18 mesi, certificato biologico.
Naso importante di frutti maturi (ciliegie nere) e spezie dolci (vaniglia, cardamomo) e sentori floreali, al palato concentrato, tannini equilibrati.
Châteauneuf-du-Pape, Pi, 2021
Vitigno:Grenache 100%, da viti di 40 anni, affinamento in botti di rovere francese 15/18 mesi, certificato biologico.
Un bouquet inteso di piccoli frutti neri (mirtillo, ribes nero) e note vanigliate, tabacco e accenni floreali, equilibrato con tannini setosi, leggera sapidità nel finale.
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